Combattere l’umidità di risalita: Metodo Koch

da | Ago 11, 2018 | Rimedi

Koch basa il suo metodo sul principio che la velocità di assorbimento dell’umidità è direttamente proporzionale alla superficie di contatto muratura-falda, quindi sostituendo le murature continue con strutture ad arco, scavate in breccia al disotto delle zone da risanare, la risalita dell’umidità si riduce alla sezione di imposta degli archetti.

Metodo Koch: cosa è

Demolizione e rimozione di materiale per la formazione di piccoli archi, con lo scopo di creare un certo numero di “discontinuità” e conseguentemente, riducendo la sezione di contatto fra la muratura ed il terreno, limitare la quantità di umidità che, potenzialmente, può risalire sulle zone in elevazione.

Riduzione della sezione assorbente (o metodo Koch): come funziona

Poiché, per tutti i fenomeni relativi alla capillarità dei materiali, l’altezza cui può risalire l’acqua dipende in maniera diretta dal rapporto tra la superficie evaporante e la superficie di adescamento, praticando alla base della muratura una serie di discontinuità, in numero e dimensioni compatibili con la statica della chiusura verticale da risanare, si otterrà una riduzione della superficie di adescamento e un aumento della superficie evaporante, calcolando anche la superficie perimetrale dei fori nello spessore murario.

Come si realizza il metodo Koch

Il metodo di protezione atto ad impedire o a ridurre la risalita, conosciuto come “metodo Koch”, si realizza eseguendo, sull’opera muraria, gli interventi che possono essere riepilogate in tre principali fasi: nella prima si predispongono “in breccia” i plinti di materiale impermeabile sui quali si imposteranno poi gli archi, nella seconda si costruiscono gli archi stessi anche questi in breccia, ma senza che occorra impiego di materiale anticapillare, nella terza fase si asporta la muratura umida al disotto degli archi.

Pro del metodo Koch

Non si è riscontrato alcun apprezzamento del sistema.

Contro del metodo Koch

  1. sensibile alterazione della statica dell’edificio
  2. impiego molto limitato non essendo sempre possibile la sua applicazione, sia per motivi statici che per motivi di carattere architettonico e funzionale.